Relazione Mons. Paolo Gentili

Abstract

L’amore al tempo dell’era digitale: dall’immaturità affettiva all’affettività liquida

Tonino Cantelmi
Professore di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione – LUMSA, Roma
Professore di Psicopatologia – Università Gregoriana, Roma
Direttore del Servizio di Psichiatria, Istituto Regina Elena, Roma

Come di declina il modello affettivo nell’era postmoderna, liquida e tecno digitale del terzo millennio?

Essere, essere-con, essere-per: ecco il percorso, non facile, che dall’io passa al tu e giunge al noi, che oggi pare essere impietosamente inceppato.

Essere: ovvero aver conquistato una identità, maschio o femmina, senza ambiguità, senza zone d’ombra. Conquista non facile in una società dominata dal trionfo dell’ambiguità, dall’esaltazione dell’androginia, dell’identità fluida e liquida, della rinuncia alla definizione. Date un’occhiata alla moda e vedrete lo scomparire delle differenze: maschi e femmine confluiscono verso un ideale di androginia che annulla le sembianze. Nessuna trasmissione televisiva sembra essere immune dalla tentazione di presentare identità fragili, ambigue e non definite. Eppure molti studi recenti dimostrano che esiste un proprium maschile ed un proprium femminile. Maschio e femmina, per l’appunto. Certo la distruzione della figura paterna ed un certo femminismo radicale, sotto la spinata di tendenze androgine, hanno determinato una seria problematica nello sviluppo dell’identità psicoaffettiva. Cosicché abbiamo maschi sempre più deboli, incerti, ambigui, incapaci di svolgere un ruolo paterno, impauriti e donne sempre più aggressive, sole, assertive, rinunciatici della maternità.

Identità fragili non possono assumere responsabilità che richiedono l’aver raggiunto una adeguata maturità affettiva. Ecco appunto il prerequisito per poter costituire una coppia: possedere una sufficiente maturità affettiva nell’ambito di una identità solida. Essere, dunque.

Essere-con: ovvero passare dall’io al tu. Passaggio davvero difficile in una società narcisistica come quella attuale. Assistiamo ad una sorta di elefantiasi dell’io. Tutto è per me, per la mia soddisfazione, per la mia realizzazione, anzi autorealizzazione; tutto è centrato sui miei bisogni, sulle emozioni che provo. Il narcisismo: ecco il nuovo dio dei nostri tempi. E’ davvero improbabile costruire una relazione se le spinte narcistiche sono così potenti. Conseguenze: l’amore coincide con le emozioni, tutto è sacrificato sull’altare di una mitica autorealizzazione, ogni conflitto è segno della fine del rapporto, non c’è posto per il perdono, per il superamento di se stessi e per il dono di se stessi.

Un esercito di neo-single ex-accoppiati invade le nostre città. E tutto si adegua: in TV non c’è una trasmissione che non presenti coppie o relazioni problematiche. Per esempio, nella trasmissione “Un medico in famiglia”, apparentemente innocua e politically correct, la famiglia è fluida e coincide con il nonno! Nei supermercati al posto delle confezioni formato-famiglia abbondano le maxi-offerte formato-single. Le case in città sono sempre più piccole e la macchina trendy è la Smart.

Gran parte degli studiosi denunciano una epocale crisi delle relazione interpersonale. Cosicché gli uomini e le donne di oggi sanno tecnomediare magnificamente la relazione (chat, sms, ecc..), ma non sanno più stringere la mano e relazionarsi ad esseri reali. Second Life è la grande comunità virtuale che promette la felicità agli avatar di sei milioni di attuali utenti, scontenti della vita reale. Il contatto sostituisce l’amicizia nell’era di Facebook e la connessione è la nuova forma di relazione. La relazione interpersonale è davvero complessa. Spiacente, ma in essa c’è tutta la bellezza dell’umanità. Ovviamente, come tutto ciò che costituisce un modello alto, è difficile. Superare le forme di narcisismo infantile è però, per l’uomo di oggi, molto complesso.

Essere-per:ovvero aprirsi alla genitorialità, conquistare un senso nuovo, quello cioè di essere per qualcuno.

Recenti indagini dimostrano che l’uomo di oggi incontra una nuova difficoltà: la difficoltà di transitare ad un ruolo genitoriale.

L’età media alla quale un giovane italiano lascia i propri genitori è ormai intorno ai 30 anni. Anche l’età media dei neo-genitori si è spostata in avanti e sfiora i 35 anni, quando cioè il periodo di maggior fertilità per la donna è passato. Dunque il primo figlio nasce con genitori piuttosto adulti. E il primo figlio rischia di rimanere l’unico: le coppie che hanno più di un figlio sono recentemente divenute minoranza. E le coppie che hanno più di tre figli sono una percentuale inferiore al 3%. Tutto ciò dà la dimensione del problema connesso con la transizione ad un ruolo genitoriale.

Ho condotto su questo tema alcune indagini come esperto per una Commissione sulla denalità del Senato della Repubblica e mi sono reso conto che dietro questo problema non c’è la ricerca sfrenata dell’edonismo o una sorta di incontrollato egoismo. La maggior parte delle coppie, al contrario, desidera figli e vorrebbe più figli. Ciò che è impressionante è la paura e l’insicurezza dei candidati genitori. E’ ciò affonda le sue radici nella mancanza di una autentica educazione alla genitorialità. E’ come se nel tentativo di attaccare ogni forma di autorità, si sia giunti a demolire anche i ruoli genitoriali. Cosicché ci troviamo di fronte a coppie impaurite, sole e incerte, ma desiderose di figli.

A queste coppie occorre dare una speranza: dare la vita è quanto di più alto un uomo ed una donna possano fare.

Bibliografia

T. Cantelmi, “Amori difficili”, Edizioni San Paolo, 2007
T. Cantelmi, “Scusa se non ti chiamo più amore”, Edizioni San Paolo, 2010
T. Cantelmi, “Le dipendenze comportamentali”
Studi Giuridici LXXXIV, Editrice Vaticana, 201-215, 2009 T. Cantelmi, “Il modo di essere e farsi persona-uomo e persona-donna nella relazione interpersonale”, In “La centralità della persona nella giurisprudenza coram Serrano”, Editrice Vaticana, 2009
T. Cantelmi, “La persona umana: concetto psicologico e maturità affettiva”
In “L’immaturità psico-affettiva e matrimonio canonico”, Editrice Vaticana, 2009

Saluto del Moderatore S. Ecc. Rev.ma Mons. Francesco Cacucci

TRIBUNALE ECCLESIASTICO REGIONALE PUGLIESE

CERIMONIA DI INAUGURAZIONE
DELL 'ANNO GIUDIZIARIO

Bari 19 febbraio 2011
Saluto dell'ARCIVESCOVO MODERATORE

Rivolgo il mio più cordiale benvenuto a voi, graditissimi ospiti, che avete voluto accogliere l’invito a partecipare all’annuale cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese.

Un fraterno e grato saluto a S. E. Mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari e Moderatore del Tribunale Ecclesiastico di Albania, di cui il nostro Tribunale è sede di Appello. La Sua presenza tra noi, in questa circostanza, diventa motivo di consolidamento di un rapporto fraterno di scambio e di collaborazione. Saluto il Prof. Tonino Cantelmi, Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, cui è stata affidata la Prolusione per questo atto inaugurale. Appare davvero suggestivo l’argomento da lui proposto e certamente sarà per tutti motivo di riflessione attenta e proficua.

Saluto con deferenza le Autorità presenti, che hanno voluto onorare con la loro partecipazione un appuntamento davvero significativo per la vita del Tribunale e per l’intera Comunità ecclesiale pugliese. La loro presenza è segno di una costruttiva interazione e collaborazione tra Istituzioni poste, nello stesso territorio, ad operare in modo unanime al servizio del bene comune.

Con viva cordialità porgo il mio benvenuto ai rappresentanti del Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese di Appello di Benevento. Conosco la laboriosità e l’impegno con cui portate a compimento il lavoro che qui viene avviato.

Con particolare gratitudine saluto gli operatori della giustizia ecclesiastica intervenuti: i giudici, i difensori del vincolo, gli avvocati, i minutanti. Solo il comune e generoso lavoro di tutti può generare i frutti tangibili di quel peculiare servizio che è espressione autentica della più ampia azione pastorale della chiesa.

I Vescovi pugliesi, mio tramite, esprimono sincera riconoscenza per il servizio, faticoso e discreto, che ognuno di voi, nei diversi uffici, offre per il bene della Chiesa. La presidenza di Mons. Luca Murolo, vicario giudiziale, garantisce quella serenità e quel rigore necessari affinché l’opera della giustizia risponda, con la sollecitudine consentita, alle legittime esigenze dei fedeli della nostra Regione.

Profittiamo volentieri della circostanza dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale per soffermarci a riflettere sulla situazione delle cause di dichiarazione di nullità del matrimonio nella nostra regione, così come fra poco farà il Vicario giudiziale. Nello stesso tempo, in questa occasione, è utile ritornare su alcune considerazioni che il Santo Padre, Benedetto XVI ha voluto proporre durante il Suo recente discorso per l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale della Rota Romana.

In quella solenne circostanza il Papa ha voluto soffermarsi, in particolare, sul «rapporto tra il diritto e la pastorale», richiamando una nota affermazione del Suo predecessore, Giovanni Paolo II, secondo cui «non è vero che per essere più pastorale il diritto debba rendersi meno giuridico» (Allocuzione alla Rota Romana, 18 gennaio 1990, n. 4: AAS 82 [1990], p. 874). E questo in virtù del fatto che «la dimensione giuridica e quella pastorale – continuava il defunto Pontefice – sono inseparabilmente unite nella Chiesa pellegrina su questa terra. Anzitutto, vi è una loro armonia derivante dalla comune finalità: la salvezza delle anime» (ibidem). Il tutto, secondo il Santo Padre, trova la sua giusta collocazione proprio nell’attività pastorale di preparazione e ammissione al matrimonio, di cui i “corsi prematrimoniali” sono la più immediata espressione.

È felice la consuetudine di invitare a questa manifestazione i responsabili della pastorale famigliare delle diverse diocesi. È un modo concreto per rispondere alle recenti e autorevoli sollecitazioni del Papa.

Nella nostra prassi pastorale sappiamo bene quanto sia importante la preparazione al matrimonio e non solo quella immediata, ma anche quella successiva alla stessa celebrazione delle nozze, così come saggiamente suggerito dal can. 1063 del Codice di Diritto Canonico. Spesso ci si preoccupa lodevolmente di organizzare corsi di preparazione alle nozze, capaci di illustrare l’istituto matrimoniale in tutte le sue dimensioni. Ma è prassi pressoché comune nelle nostre parrocchie quella di non continuare a seguire gli sposi nel loro percorso di vita coniugale. Quanto sarebbe importante accompagnare le coppie, soprattutto nei primi anni della loro esperienza nuziale, in un cammino di utile condivisione delle gioie e delle difficoltà della vita quotidiana! Nel loro aprirsi alla vita nascente e nel loro ministero di genitori.

A questo proposito appare stimolante quanto il prof. Cantelmi ci illustrerà, in ordine a “L’amore al tempo dell’era digitale: dall’immaturità affettiva all’affettività liquida”.

Le sollecitazioni del momento presente per le famiglie sono realmente molteplici. Accoglierle e viverle in uno spirito cristiano è una delle sfide più esaltanti e proficue soprattutto per gli sposi cristiani, chiamati a testimoniare l’amore di Dio in una società tanto bisognosa di testimoni autentici e credibili.

Mentre rinnovo il mio ringraziamento per la vostra qualificata presenza, auguro a tutti buon ascolto.

+ Francesco Cacucci
Arcivescovo di Bari-Bitonto
Presidente della C. E. P.
Moderatore del T. E. R. P.

Relazione Mons. Luca Murolo, Vicario Giudiziale TERP

TRIBUNALE ECCLESIASTICO REGIONALE PUGLIESE

BARI

Relazione dell’attività dell’anno 2010

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011

19 Febbraio 2011

Eccellenze Reverendissime,

OnorevoliAutorità,

Illustri Magistrati del Foro civile,

Illustri Autorità accademiche,

Illustri Avvocati,

Signore e Signori

1) Saluto cordialmente e vivamente ringrazio tutti voi che onorate con la vostra presenza questa cerimonia di inaugurazione ufficiale dell’anno giudiziario del nostro Tribunale Regionale.

Porgo il mio saluto all’Arcivescovo S.E. Mons. Francesco Cacucci, Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese e Moderatore del Tribunale. A Lui va tutta la nostra gratitudine per l’interessamento costante, per l’apprezzamento e per il prezioso incoraggiamento al lavoro che si svolge nel Tribunale.

Anche quest’anno c’è tra noi S.E.Mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari e Pult. Egli è il Moderatore del Tribunale Interdiocesano (Nazionale) di Albania di cui il nostro Tribunale Pugliese già dal 2004 è sede di Appello. Saluto lui e il Vicario Giudiziale di quel Tribunale.

Saluto anche il Vicario Giudiziale e i Giudici del Tribunale di Appello di Benevento e le autorità civili e militari rappresentate dai più alti vertici.

Anche io sento di dare il benvenuto al Chiarissimo Prof. Tonino Cantelmi, Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, il quale terrà la prolusione sul tema: “L’amore al tempo dell’era digitale: dall’immaturità affettiva all’affettività liquida”.

2)Con piacere presento la Relazione dell’attività che il nostro Tribunale Regionale ha svolto durante l’anno 2010. Ritengo che sia una preziosa occasione per offrire a tutti, specialmente agli operatori pastorali, la possibilità di esaminare i dati concreti, dal punto di vista del Tribunale Ecclesiastico, su cui riflettere in ordine alla situazione riguardante il matrimonio e la famiglia nella nostra regione.

3)

Le Cause

A) Nel 2010 sono stati introdotti 216 nuovi libelli(5 in meno del 2009);

sono state concluse con decisioni 251 cause(3 in meno del 209);

con dispensa super rato e non consumato 2 cause ne sono state archiviate 23;

al 31 Dicembre 2010 risultano pendenti 517 cause (al 31 Dicembre 2009 risultavano pendenti 577 cause)

Delle cause concluse con decisione

196 si sono concluse affermativamente , cioè con la dichiarazione di nullità del matrimonio

55 si sono concluse negativamente , cioè con il riconoscimento della validità del matrimonio

B)

Le motivazioni principali:

Matrimoni dichiarati nulli:

- 82 per esclusione della indissolubilità *;

- 69 per difetto di discrezione di giudizio e per incapacità ad assumere gli obblighi coniugali, per cause di natura psichica
(iuxta can. 1095,n. 2 e n. 3);

- 42 per esclusione della prole *;

- 25 per simulazione totale del consenso *;

- 13 per timore;

- 12 per esclusione della fedeltà *;

- 4 per impotenza;

- 3 per condizione;

- 3 per dolo;


- 2 per errore di qualità della persona direttamente e principalmente intesa (iuxta can. 1097 § 2);

- 2 per esclusione del bonum coniugum *;

Durata della convivenza dopo la celebrazione:

dai 216 libelli presentati nel 2010 risulta che 179 unioni matrimoniali sono durate tra 7 giorni e 10 anni.

Riflessione sul numero delle cause:

Ecco quale è stato l’andamento della introduzione dei libelli nel decennio 2001-2010:

nel 2001: n. 311

nel 2002: n: 266

nel 2003: n. 275

nel 2004: n. 244

nel 2005: n. 251

nel 2006: n. 264

nel 2007 n. 224

nel 2008 n. 232

nel 2009 n. 221

nel 2010 n. 216

Dal prospetto presentato risulta che in questo decennio 2001 – 2010 c’è stata una graduale flessione e un assestamento sui 200 libelli all’anno. Tale fenomeno si può leggere in modi diversi. Da un lato è evidente che, anche se lentamente, qualcosa sta cambiando in meglio in ordine alla maggior consapevolezza di coloro che accedono al sacramento del matrimonio, e si conferma la fiducia nella Chiesa alla quale si rivolgono coloro che chiedono di chiarire la propria situazione matrimoniale recuperando serenità e dando una svolta alla propria vita. Dall’altro si potrebbe anche, purtroppo, prendere atto che in un clima di secolarismo tanti giovani o non si sposano più in chiesa o preferiscono convivere e quindi non hanno bisogno di ricorrere al tribunale della Chiesa.

Riflessione sui capi di nullità

Purtroppo è sempre alto il numero di matrimoni dichiarati nulli

per simulazione totale o parziale * (esclusione della indissolubilità, della prole, della fedeltà e del bonum coniugum) = 163

per difetto di discrezione di giudizio e per incapacità psichica = 69

Ciò indica che, a livello pastorale, bisogna ancora insistere nella preparazione seria dei nubendi al sacramento e va considerato il fenomeno della immaturità psicologica.

Il papa Benedetto XVI nel discorso che ha tenuto al Tribunale della Rota Romana il 22 gennaio u.s. ha evidenziato che “la dimensione canonica della preparazione al matrimonio forse non è un elemento di immediata percezione…” aggiungendo: “è diffusa la mentalità secondo cui l’esame degli sposi, le pubblicazioni matrimoniali e gli altri mezzi opportuni per compiere le necessarie investigazioni prematrimoniali, tra cui si collocano i corsi di preparazione al matrimonio, costituirebbero degli adempimenti di natura esclusivamente formale…L’obiettivo immediato di tale preparazione è quello di promuovere la libera celebrazione di un vero matrimonio…con le caratteristiche dell’unità ed indissolubilità, ordinato al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole….Tra i mezzi per accertare che il progetto dei nubendi sia realmente coniugale spicca l’esame prematrimoniale. Tale esame ha uno scopo principalmente giuridico: accertare che nulla si opponga alla valida e lecita celebrazione delle nozze. Giuridico non vuol dire però formalistico, come se fosse un passaggio burocratico consistente nel compilare un modulo sulla base di domande rituali. Si tratta invece di un’occasione pastorale unica- da valorizzare con tutta la serietà e l’attenzione che richiede – nella quale, attraverso un dialogo pieno di rispetto e di cordialità, il pastore cerca di aiutare la persona a porsi seriamente dinanzi alla verità su se stessa e sulla propria vocazione umana e cristiana al matrimonio…..In questo modo, con i vari mezzi a disposizione per una accurata preparazione e verifica, si può sviluppare un’efficace azione pastorale volta alla prevenzione delle nullità matrimoniali”.

Lo stesso Papa nel suo discorso ha fatto riferimento anche alla questione delle incapacità consensuale. Ho detto prima che nel nostro Tribunale i casi di cause di nullità a motivo della incapacità sono in aumento.

Proprio per riflettere su questo fenomeno, in occasione della inaugurazione di questo anno giudiziario il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra, terrà la prolusione sul tema: “L’amore al tempo dell’era digitale: dall’immaturità affettiva all’affettività liquida”.

Annotazioni e considerazioni

Per quanto riguarda il numero delle cause introdotte è da notare che in questi ultimi anni c’è stata una stabilizzazione intorno a poco più di 200 cause e l’atteggiamento delle persone che si rivolgono al Tribunale è di fiducia nella Chiesa per ottenere una parola di pacificazione alla propria coscienza turbata dal riconoscimento di errori commessi prima del matrimonio.

Tutto questo deve indurre i sacerdoti impegnati nella pastorale giovanile, nella pastorale vocazionale e nella pastorale familiare e tutti gli operatori pastorali laici che, a vario titolo, collaborano in questi ambiti, a riflettere per intervenire in tempo onde prevenire gli errori e quindi le eventuali nullità matrimoniali.

Ecco qualche indice di riflessione sui dati riferiti.

*** Se si sommano i matrimoni dichiarati nulli per simulazione totale ( 37 ), per esclusione della indissolubilità ( 81 ), per esclusione della fedeltà ( 14 ) per esclusione della prole ( 49 ) e per l’esclusione del bonum coniugum ( 2 ) risulta che in 146 casi i nubendi sono andati al matrimonio non con retta intenzione, e al processetto matrimoniale, fatto poco più di un mese prima della celebrazione del matrimonio, non sono stati sinceri.

Pertanto è evidente la importanza della seria preparazione remota, prossima e immediata dei giovani alla celebrazione del matrimonio. Mons. Gentili approfondirà l’argomento nella sua relazione. E’ opportuno ricordare ciò che disse Papa Benedetto XVI il 22/1/2011 alla Rota romana:
“Tra i mezzi per accertare che il progetto dei nubendi sia realmente coniugale spicca l’esame prematrimoniale. Tale esame ha uno scopo principalmente giuridico: accertare che nulla si opponga alla valida e lecita celebrazione delle nozze. Giuridico non vuol dire però formalistico, come se fosse un passaggio burocratico consistente nel compilare un modulo sulla base di domande rituali. Si tratta invece di un’occasione pastorale unica - da valorizzare con tutta la serietà e l’attenzione che richiede – nella quale, attraverso un dialogo pieno di rispetto e di cordialità, il pastore cerca di aiutare la persona a porsi seriamente dinanzi alla verità su se stessa e sulla propria vocazione umana e cristiana al matrimonio…..In questo modo, con i vari mezzi a disposizione per una accurata preparazione e verifica, si può sviluppare un’efficace azione pastorale volta alla prevenzione delle nullità matrimoniali”.
I cosiddetti processetti prematrimoniali dovrebbero essere la relazione di quanto i nubendi hanno maturato durante il per-corso di riscoperta della fede e di esperienza di fede in cui si sono preparati alla celebrazione del sacramento del matrimonio, accompagnati dal sacerdote-parroco e da una coppia guida significativa.

*** Nel 2011 è stato dichiarato nullo un matrimonio per impedimento di vincolo precedente. Si è trattato di una persona, già sposata in chiesa e poi divorziata, che al parroco ha taciuto il suo stato e, purtroppo, nella documentazione esibita aveva presentato il certificato di battesimo senza l’annotazione del matrimonio già celebrato.

*** I casi di matrimoni dichiarati nulli per simulazione totale o parziale sono tanti. È bene che tutti sappiano che secondo l’art. 251 §2 dell’Istr. “Dignitas Connubii”, alla parte che è stata causa della nullità per simulazione e anche per dolo, il Tribunale, considerate tutte le circostanze del caso, appone il divieto di contrarre un nuovo matrimonio senza la previa consultazione dell’Ordinario del luogo in cui il nuovo matrimonio deve essere celebrato.

4)

L’ ATTIVITÀ DEI GIUDICI

Nell’anno 2010 sono state decise 251 cause. Le Le cause pendenti (che al 31 Dicembre del 2009 erano state 577 e al 31 Dicembre del 2008 erano state 633) al 31 Dicembre 2010 risultano 517.

Questo risultato è da attribuire all’impegno dei giudici e degli uditori che si sono dedicati con zelo e sacrificio, pur non trascurando le altre attività pastorali nelle rispettive diocesi.

Il numero delle cause da istruire e da concludere con sentenza definitiva è sempre alto, e molte volte si avverte il disagio dei fedeli che attendono con impazienza di essere convocati. Il rispetto per tutte le persone ci obbliga all’osservanza del protocollo. Pertanto, in ordine ad un servizio più efficace, mi sono permesso di chiedere agli Ecc.mi Vescovi che sia proposta per questa attività giudiziaria (che ha anch’ essa una valenza pastorale) la disponibilità di altri sacerdoti competenti ed equilibrati. Ci vorremmo augurare che tutte le Diocesi fossero rappresentate.

Durante l’anno 2010 hanno iniziato a rendere il loro servizio P. Giuseppe Tomiri, frate minore francescano della provincia religiosa della Puglia-Molise e don Emanuele Tupputi, dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

5)

L’ATTIVITÀ DEL NOSTRO TRIBUNALE COME SEDE DI APPELLO PER IL
TRIBUNALE NAZIONALE DI ALBANIA

Nel mese di Novembre del 2010 dal Tribunale di Albania è giunta una sola causa di nullità di matrimonio della Diocesi di Durazzo-Tirana per simulazione totale e per esclusione della dignità sacramentale da parte della convenuta. Con spirito di servizio offriamo questa collaborazione alla Chiesa sorella: frequenti sono i contatti con il Vicario Giudiziale e con qualche giudice di quel Tribunale, desiderosi di fare esperienza.

6)

DIFENSORI DEL VINCOLO E PROMOTORE DI GIUSTIZIA

l titolare dell’Ufficio di Difensore del Vincolo è Mons. Felice Posa. Egli si avvale della collaborazione di Difensori del Vincolo sostituti : 2 sacerdoti e 7 laici. Mons. Posa e i suoi collaboratori si sono impegnati con zelo e competenza.

Anche nell’anno 2010 l’ufficio di Promotore di Giustizia è stato svolto da Mons. Felice Posa e, quando è risultato incompatibile perché impegnato come Difensore del Vincolo, l’incarico di Promotore di Giustizia è stato svolto dal Sac. Ignazio Pansini.

7)

I PATRONI STABILI

Patroni stabili del nostro Tribunale sono l’avv. Lorusso Franca Maria, l’avv. Farinato Concetta e l’avv. Angelillo Antonella.

Durante l’anno giudiziario 2010 essi hanno svolto il servizio di consulenza, ordinariamente nella sede del Tribunale, e una volta al mese nelle sedi delle Diocesi dei capoluoghi di provincia, in un ufficio delle rispettive Curie vescovili, d’intesa con i Cancellieri di Curia, così come stabilito dal nostro Regolamento. L’avv. Angelillo, designata per la provincia BAT, dal mese di Ottobre del 2010 ha iniziato a svolgere le consulenze un mese nella Curia di Barletta e un mese nella Curia di Andria.

Mi permetto ancora una volta ricordare, perché sia noto, che tutti i fedeli possono rivolgersi ai Patroni Stabili per ottenere la consulenza canonica circa la loro situazione matrimoniale. I fedeli che poi intendono avvalersi del patrocinio di uno dei Patroni Stabili devono fare richiesta scritta e motivata al Preside del Collegio giudicante. Questi accoglie la richiesta, tenuto conto delle ragioni addotte e delle effettive disponibilità di servizio.

Il Patrono stabile non riceve alcun compenso dai fedeli né per la consulenza, né per il patrocinio e la rappresentanza in giudizio, in quanto alla retribuzione dei Patroni Stabili provvede il Tribunale, (attingendo dalle risorse messe a disposizione a tal fine dalla C.E.I.)

I nostri Patroni Stabili durante l’anno 2010 hanno introdotto n. 48 libelli.

Il numero delle consulenze da essi svolte è il seguente:

n. 120 a Bari, n. 50 a Foggia, n. 13 a Brindisi, n. 52 a Taranto, n, 67 a Lecce, n. 8 a BAT.

Attualmente i nostri Patroni Stabili tra le cause introdotte nel 2010 e quelle introdotte negli anni precedenti stanno seguendo n. 105 cause

Mi sembra necessario e doveroso ricordare che il Patrono Stabile non è l’avvocato d’ufficio, poiché alle situazioni di indigenza è possibile provvedere con la concessione del beneficio del gratuito patrocinio assicurato dai liberi professionisti iscritti all’albo del nostro Tribunale, secondo un turno determinato dal Vicario Giudiziale.

7)

I PATRONI DI FIDUCIA

Patroni stabili del nostro Tribunale sono l’avv. Lorusso Franca Maria, l’avv. Farinato Concetta e l’avv. Angelillo Antonella.

L’elenco aggiornato degli avvocati residenti in Puglia, ammessi a patrocinare nel nostro Tribunale è opportuno che sia noto a tutti in modo tale che i fedeli, i quali si rivolgono alle Curie Diocesane, ai Parroci o ai Consultori Familiari, possano ricevere esatte informazioni.

L’albo è costituito dai professionisti, presentati dai Vescovi al Moderatore, i quali hanno conseguito il titolo di Avvocato Rotale, da quelli che sono Laureati in Diritto Canonico, dai Licenziati “vere periti” in Diritto Canonico e dai giovani Licenziati ammessi “ad biennium” in attesa che conseguano il dottorato.

Il Consiglio Permanente della C.E.I. nel mese di marzo 2010, ha stabilito che l’onorario per i Patroni di fiducia è determinato dal Preside del Collegio giudicante e non dall’avvocato, tra un minimo di Euro 1.575 ed un massimo di Euro 2.992 (escluso IVA e ulteriori oneri, sostenuti dal Patrono, che non possono essere compresi in tali onorari).

Gli avvocati che hanno l’alto onore di patrocinare nel Tribunale Ecclesiastico sanno che il loro compito è “servire alla verità, perché trionfi la giustizia” (Giov.Paolo II 4/2/1980) e ad essi mi permetto ricordare ciò che disse il Papa Paolo VI il 13 Dicembre 1963 riferendosi agli avvocati: “la coscienza morale deve essere l’orientamento costante e normativo della loro attività, chiamata a superiori espressioni ed esposta a maggiori pericoli: infatti, il loro dovere morale professionale è la ricerca della verità, non il giuoco della verità. Dovendo ascoltare per primo le parti, l’avvocato… può prima di ogni altro consigliare rettamente per l’accettazione della causa, o per sconsigliarla con chiarezza e sincerità; e nel suggerire le prove, nel determinare il capo di accusa e nel confutare gli argomenti contrari, il suo unico movente sarà l’accertamento della verità dei fatti, e il trionfo della giustizia, rifiutandosi sempre, ad ogni costo, di costruire artificialmente un processo, di patrocinare una causa infondata o di ricorrere a mezzi sleali e disonesti” e le parole di Giovanni Paolo II dette nel discorso alla Rota Romana il 28 Gennaio 1982: “Gli avvocati renderanno ai loro clienti servizi migliori nella misura in cui si sforzeranno di rimanere entro la verità, l’amore della Chiesa, l’Amore di Dio. La vostra missione è prima di tutto un servizio dell’amore”.

8)

I COSTI E I TEMPI

Per quanto riguarda i costi delle cause, perché tutti ne siano informati e si faccia notizia, dal mese di giugno 2010 il contributo delle parti alle spese processuali è il seguente:

La parte attrice, che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare Euro 525,00 al momento della presentazione del libello;

la parte convenuta non è tenuta ad alcuna contribuzione, ove partecipi all’istruttoria senza patrocinio. Nel caso in cui nomini un patrono di fiducia o ottenga di usufruire dell’assistenza di un patrono stabile, è tenuta a versare Euro 262,50.

La durata delle cause, stando al numero di esse e alla disponibilità dei giudici, è non meno di due anni.

Certe volte i tempi si allungano perché quando il capo di nullità è la incapacità psichica o psicologica (e sono sempre in aumento) è necessaria la perizia di un perito d’ufficio, psichiatra o psicologo.

9)

LA CANCELLERIA

Un lavoro nascosto e importante è stato quello svolto dalla Cancelleria, retta da don Vito Spinelli in collaborazione con 10 impiegati i quali hanno provveduto con passione, sacrificio e discrezione a tutte le pratiche burocratiche, all’assistenza ai Giudici come notai e alla contabilità amministrativa.

10)

CONCLUSIONI

Ai Giudici, agli Uditori, ai Difensori del Vincolo ai Promotori di Giustizia, al Cancelliere, ai valenti Avvocati, ai periti e a tutti coloro che a vario livello collaborano, auguro buon lavoro per il nuovo anno.

Statistiche Anno 2010

Relazione al 31/12/2010

Cause introdotte
216
Cause archiviate
23
Rato
2
Cause decise
251

Decise

Affermative
196
Negative
55
Totale
251

Capi di nullità

Esclusione della indissolubilità
82 affermative
47 Negative
Esclusione della prole
42 affermative
42 Negative
Simulazione totale del consenso
25 affermative
52 negative
Incapacità ad assumere gli obblighi coniugali
40 affermative
32 negative
Incapacità di assumere gli obblighi coniugali
21 affermative
29 Negative
Defectus discretionis iudicii
29 affermative
24 negative
Timore
13 affermative
17 negative
Esclusione della fedeltà
12 affermative
8 Negative
Errore di qualità
2 affermative
11 Negative
Impotenza
4 affermative
1 Negative
Condizione
3 affermative
2 Negative
Esclusione del bonum conuigum
2 affermative
14 Negative
Dolo
3 affermative
12 Negative
Difetto di forma canonica
0 affermative
1 Negative

La somma dei capi ammessi o respinti non corrisponde al numero delle sentenze affermative o negative in quanto alcune volte nella stessa sentenza il Tribunale si è pronunziato su più capi, alcuni dei quali vengono ammessi e altri respinti.

Diocesi di provenienza delle 216 cause introdotte nell'anno 2010

Altamura – Gravina – Acquaviva
10
Andria
6
Bari – Bitonto
43
Brindisi – Ostuni
15
Castellaneta
4
Cerignola - Ascoli Satriano
3
Conversano - Monopoli
13
Foggia - Bovino
8
Lecce
17
Lucera - Troia
2
Manfredonia - Vieste - S. Giovanni Rotondo
10
Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi
9
Nardò - Gallipoli
9
Oria
7
Otranto
16
San Severo
5
Taranto
22
Trani - Barletta - Bisceglie
13
Ugento - Santa Maria di Leuca
4
TOT
216

TRIBUNALE ECCLESIASTICO REGIONALE PUGLIESE - BARI
ANNO 2010
PROFESSIONI DI

ATTORI
ATTRICI
CONVENUTI
CONVENUTE
AGRICOLTORE
2
0
4
1
ARTIGIANO
2
1
2
0
CASALINGA
0
18
0
22
COMMERCIANTE
12
6
12
5
COMMESSA
1
3
0
2
DISOCCUPATO
5
8
1
10
FORZE DELL' ORDINE/MILITARI
18
0
13
1
IMPIEGATO
22
20
18
25
IMPRENDITORE
2
1
3
0
INFERMIERE
1
1
0
5
INSEGNANTE
2
8
0
5
LIBERO PROFESSIONISTA
16
14
20
8
MEDICO
7
0
2
1
OPERAIO
16
8
25
6
STUDENTE
2
14
2
17
Non dichiararto
3
3
3
6
TOTALE
111
105
105
111
ATTORI
111
ATTRICI
105
TOTALE PARTE ATTRICE
216
CONVENUTI
105
CONVENUTE
111
TOTALE PARTE CONVENUTA
216

Durata della convivenza matrimoniale delle coppie che hanno introdotto il libello nell’anno 2010

7 giorni
1
15 giorni
1
1 mese
6
2 mesi
4
3 mesi
4
4 mesi
7
5 mesi
2
6 mesi
5
7 mesi
2
8 mesi
1
9 mesi
3
10 mesi
5
11 mesi
1
1 anno
19
14 mesi
1
15 mesi
2
18 mesi
5
19 mesi
1
2 anni
16
3 anni
27
4 anni
22
5 anni
6
6 anni
7
7 anni
6
8 anni
9
9 anni
4
10 anni
12
11 anni
1
12 anni
3
13 anni
5
14 anni
1
15 anni
4
16 anni
3
17 anni
1
18 anni
2
19 anni
1
20 anni
1
21 anni
1
Coppie non dichiarate
14
Totale
216